Al Meridione non servono partitini di plastica e liste acchiappavoti dell’ultima ora

Senza una battaglia comune dei meridionali niente autodeterminazione ed autonomia decisionale, energetica, bancaria, assicurativa e monetaria.

Meridione

Un flop annunciato quello dei partitini dell’ultim’ora e delle liste “civette” di vero-finto Mezzogiorno vestiti, alle amministrative di domenica scorsa.   Tranquilli,  Non voglio tediarvi, aggiungendo, a quelli che  giornali e televisioni vi hanno già  propinato, i miei “spiccioli di saggezza” politica e la  personale valutazione dei risultati elettorali di domenica scorsa. Ciò che, infatti, mi preme ribadire è la constatazione che, ancora una volta, i meridionalisti “un tanto a partito”  hanno confermato  la propria inutilità. Anzi,  come sarebbe stato facile prevedere  — divisi in liste e pseudo partiti, schierati a sostegno di questo o quel candidato sindaco, lasciandosi lottizzare e, per conseguenza, balcanizzati da  schieramenti partitici di centrosinistra, centrodestra o centristi – hanno riproposto la loro inconsistenza e  la loro “storica” scarsissima lungimiranza, rispetto alle esigenze del territorio. Offrendo, così, la sensazione  di volerlo utilizzare per ritagliarsi un posto al sole del “palazzo”, piuttosto che di aiutarlo a crescere. Ma gli è andato buca. La gente del Sud, non è caduta nella trappola.  Ancora una volta, laddove si sono presentati  – pur inalberando le insegne del Mezzogiorno – sono stati solennemente sconfitti, raggiungendo a malapena uno striminzito 0,5% di consensi elettorali. Un risultato che, però a ben vedere, rappresenta  l’ennesima conferma di quale grossissimo problema rappresenti per il Mezzogiorno l’incapacità delle troppe stelle che ne compongono la costellazione (associazioni, movimenti, gruppi autonomisti ed indipendentisti)  di parlare la stessa lingua e di muoversi verso l’identica direzione, perché chiuse  in schematismi ideologici superati e partitici che con quest’area ed il suo sviluppo hanno ben poco (per non dire, niente) da spartire. Anzi, finiscono regolarmente per fare il gioco di chi vorrebbe cancellarla dalla cartina geografica. E per questo la considerano una sorta di sportello bancario a propria disposizione.

Di conseguenza, pur avendo, sulla carta, potenzialmente tanti difensori il Sud continua a ritrovarsi solo ed intrappolato nella gabbia  della  retorica delle sterili ed inutili lamentazioni del meridionalismo piagnone, sempre pronto a chiedere un  po’ di carità pelosa e quella dei  “meridionalisti illuminati e…”, in difesa dei propri privilegi, “…filogovernativi”, che, per conservare privilegi e prebende acquisite con il loro pronismo e consolidare il proprio posto al sole del potere, continuano a starnazzare per ogni sciocchezza e  proporre iniziative destinate a  favorire il Centro-Nord, tacendo, ovviamente, sulle questioni importanti che lo penalizzano;  quella antimeridionale che proprio per questo lo mette continuamente sotto accusa e  quella dei palazzi del potere romano che continuano a fingersi preoccupati delle sue condizioni ed a promettergli, onde continuare a  tenerlo sotto scacco, “cieli stellati”, ma che nei fatti gli porta via anche quei pochi “astri” che coraggiosamente, nonostante criticità e venti contrari, ancora si ostinano a tentare di illuminarne l’orizzonte. Salvo, poi, elargirgli un po’ di carità pelosa. Certo, inutile, ma sempre valida a far dire che senza l’alt(r)aItalia per il Meridione sarebbe la fine.

Ma al Sud serve ben altro. Occorre, cioè, che  associazioni, gruppi e movimenti d’ispirazione meridionale,   si rendano conto  che lo sviluppo del Sud non è collegabile ad uno schieramento politico-partitico, sia esso di destra o di sinistra o di centro, bensì trasversale, perché interessa tutti e per affermarsi bisogna che quanti accarezzano tale “sogno” si mettano, finalmente, a parlare la stessa lingua, lavorino insieme e remino dalla stessa parte. Certo, non è un obiettivo facile, ma se vogliamo davvero che  il Sud esca dalla smorta gora in cui si trova attualmente ristretto e cresca, grazie alle sue enormi ricchezze e bellezze, è da qui che bisogna partire.  Facciamoci un pensierino. Il Sud ci chiama!

 

 

Al Meridione non servono partitini di plastica e liste acchiappavoti dell’ultima oraultima modifica: 2016-06-07T08:37:18+02:00da mimdell
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