Con Renzi e compagni, Sud al “macello” e Parlamento come un “bar dello Sport”

La Camera approva  un provvedimento per il riequilibrio della distribuzione delle risorse fra Atenei del Sud e quelli dell’alt(r)aItalia, ma il Miur se ne infischia

 Camera

La democratura renzista, ovvero il regime, in salsa Napolitano, mascherato da democrazia, imposto da Renzi, ormai, più che annunciarsi e già arrivata e contro il Mezzogiorno, continua a fare il  meglio (o il peggio, dipende dai punti di vista)  che può. E che si sia già palesato è dimostrato dalle 60 fiducie poste a Camera e Senato per strappargli, senza correre rischio,  il consenso  ai suoi provvedimenti “oppressivi” e “vessatori”  ai danni di un  Paese, ormai, inebetito, ridotto allo stremo ed incapace di reagire. Il che ha ridotto entrambe in “aule sorde e mute per il bivacco di manipoli renzisti”.  Mentre, il fatto che continui ad esprimersi contro l’Italia del tacco è ribadito, oltre che dai costanti tagli ai trasferimenti al Sud a vantaggio, guarda caso, di quelli destinati al Nord e dall’ennesima penalizzazione, inflitta  alle Università del Sud il 6 luglio scorso dall’ultimo decreto del Miur,  nonostante che, appena qualche giorno prima,  29 giugno, il Parlamento avesse approvato quasi all’unanimità (436 si ed appena 6 no) un provvedimento che chiedeva il contrario, di quello, poi, previsto dai “tecnici” del Ministro Stefania Giannini.

Nello specifico,  il Parlamento aveva  chiesto: a)  sul fronte dei fondi relativi al diritto allo studio: 1) di stabilizzare le risorse; 2) riscrivere i requisiti di accesso e di definire una fascia di reddito “no tax area” al di sotto delle quale tutti gli studenti fossero esentati dal pagamento delle tasse; 3) l’individuazione  di parametri di ripartizione del fondo integrativo statale che tenessero conto dei fabbisogni regionali, obbligando, inoltre, le regioni a sostenere le Università con risorse proprie. In pratica, il superamento degli attuali parametri che – come ho già sottolineato in precedenti e recenti note su “Ilsudsiamonoi.myblog.it” – attualmente sono assolutamente penalizzanti per gli studenti del Sud; b) sulla ripartizione territoriale delle risorse:  1) rivedere i criteri di ripartizione del finanziamento delle Università, che, al momento, ruotano tutti attorno al cosiddetto “costo standard”;  2) di reimpostare il sistema di calcolo, su tre criteri: perequazione territoriale; considerazione degli studenti fuori corso ed, infine, delle dimensioni ottimali dei corsi di studio.  In definitiva, la revisione degli attuali meccanismi di calcolo, iniqui e decisamente punitivi delle Università del Mezzogiorno.

Un documento, quindi, di buon senso,  finalizzato unicamente a riequilibrare le sperequazioni fra le università del Mezzogiorno e quelle dell’alt(r)aItalia, al quale il Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha risposto,  con un decreto che ribadisce come per questo Governo, che nessuno ha eletto,  il Parlamento rappresenti una sorta di “bar dello Sport”, dove un centinaio di “nominati” – per altro, lautamente retribuiti a nostre spese – si riuniscono per  “4 chiacchiere” a tempo perso, mentre il Mezzogiorno,  soltanto il salvadanaio da dove prelevare le risorse da utilizzare altrove.  E così, grazie a tale decreto anche per il 2016, le risorse alle Università saranno attribuite, con il ricorso  al criterio del “costo  standard”,  calcolato come negli anni scorsi e, per di più, attribuendogli un valore ancora più rilevante. Sperequazione  e penalizzazione degli atenei del Sud, insomma, non solo continuano, addirittura si accentuano. Ebbene, come mai i deputati firmatari del documento, approvato dalla Camera e “bellamente” disatteso – soltanto 8 giorni dopo  – dal Miur,  a quasi un mese dall’essere stati “sbeffeggiati” continuano a tacere e non protestano? Evidentemente, temono che, protestando, potrebbero essere esclusi “dal bivacco dei manipoli renzisti”. Ed i giornal(i)oni meridionali? Nessuna paura, loro ci  sono. Attendono solo di ricevere dai docenti un qualche appello di protesta, da pubblicare, ovviamente, a spese degli stessi. Come, per altro, già avvenuto in precedenza.

Con Renzi e compagni, Sud al “macello” e Parlamento come un “bar dello Sport”ultima modifica: 2016-07-27T21:59:55+02:00da mimdell
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