Stipendi: disponibilità reali al Sud 7mila euro annui meno dei greci

Eppure Renzi e Padoan continuano a blaterare di Italia col segno più, di  Sud che cresce più del Nord, di cuneo fiscale tagliato, di tasse e spese allegerite

Stipendi

Diciamola tutta e senza infingimenti. Ad ascoltare o leggere le dichiarazioni sullo stato dell’economia del Paese e, quindi, sulle condizioni di vita degli italiani, del premier Matteo Renzi (il che si verifica, ormai, quotidianamente ed in quantità industriale) o del nostro Ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan (più raramente, ma con periodicità costante, come le rate di un mutuo bancario) sembra di vivere su un altro Pianeta. Da meridionali, addirittura, all’inferno. Poi, la realtà con la quale siamo costretti, un giorno sì e l’altro pure, e le smentite indirette alle loro affermazioni che arrivano da tutte le parti: dall’Ocse, dall’Europa, dall’Eurostat, dall’Istat, dagli organi d’informazione – compresi quelli allineati che la verità, tanto più se eclatante, possono cercare di ridimensionarla, relegandola in un angolo nascosto, delle pagine interne, ma non possono tacerla –  ti soccorre, dimostrandoti che non sei tu a sbagliare, ma sono loro che continuano a blaterare, e raccontare. di un Paese che non c’è. Un Paese, cioè, che – a dire di entrambi – taglia spese, tasse, cresce e – grazie alla determinazione ed alla forza con la quale il loro governo persegue l’obiettivo del risanamento delle finanze pubbliche e di riforma e semplificazione istituzionale – ha rosee prospettive di sviluppo.  Una favoletta, però, immediatamente smentita dalle statistiche ufficiali di fonte europea che annunciano una crescita prossima allo zero, se non addirittura al disotto, causa l’ennesimo calo della fiducia dei consumatori e degli acquisti delle aziende manifatturiere. Il che fa presagire un arretramento del prodotto interno lordo anche nel terzo trimestre di quest’anno.  E, per la verità, non finisce qui, Anzi. A smentire, Renzi, nel momento in cui nel corso della puntata di “Otto e mezzo” condotta da Lilli Gruber su “La7”, provava a smontare, con la rituale prosopopea mista ad arroganza, le accuse di Marco Travaglio per le sue continue bugie  su Jobs Act,  taglio delle tasse,  crescita occupazionale e inversione di rotta del Paese, da Parigi è arrivato il rapporto Taxing Wages dell’Osservatorio parigino JobPricing che misura il peso del fisco sulla busta paga. Ebbene che cosa dice questo rapporto di cui, more solito, Tv e stampa amica sembrano non essersene neanche acc0orte? Semplicemente che lo stipendio medio lordo dei lavoratori dipendenti italiani (36mila euro annui) è  in perfetta linea con il livello medio di quelli europei. Solo che di questi 36mila euro pagati dalle aziende per un lavoratore single, in Italia, solo 21mila finiscono in busta paga,  mentre gli altri 15 finiscono a rimpinguare le casse dello Stato, sotto forma di oneri fiscali e contributi previdenziali. 21mila euro, che si riducono a poco meno di 17mila, in conseguenza del costo della vita che nel nostro Paese, secondo l’Eurostat, incide del 20 per cento (in realtà decisamente di più) e ci relegano all’ultimo posto in Europa, preceduti anche dai greci che, pur ultimi, in quanto a paga lorda 28.597, dopo il “passaggio” di oneri fiscali, contributi previdenziali e costo della vita, portano a casa mediamente 18.677 euro. Quasi 2mila in più degli italiani.  Peggio di tutti, però, stiamo messi noi del Sud che già ultimi fra gli europei, in quanto a stipendio lordo (25.165) a capo di oneri e contributi  ritroviamo in busta paga un netto di appena 14.595 che, a causa del costo della vita, si riduce ulteriormente a soli 11.676 euro annui, in pratica 7mila euro meno dei greci. Ovviamente, mi riferisco agli italiani del Sud fortunati ovvero quelli che un lavoro ce l’hanno e possono dire di avere almeno gli occhi per piangere. Agli altri, la maggioranza, purtroppo, mancano anche quelli.

 

 

 

Stipendi: disponibilità reali al Sud 7mila euro annui meno dei greciultima modifica: 2016-09-24T13:23:41+02:00da mimdell
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