Quest’Italia non è per gli italiani e ancor meno per i meridionali

Renzi, evidentemente, preferisce gli immigrati cui assicura vitto, alloggio e comodità a spese dei contribuenti. Per loro indebita il Paese, ma agli italiani impone sempre più gabelle da pagare

immigrati

Che c’azzeccano, l’Italia e gli italiani con il Paese di Renzi? E i mridionali? Purtroppo, nulla! E non lo dico io, ma i fatti.  Vediamone qualcuno dei più significativi. Qualche mese fa, il Parlamento europeo ha approvato un provvedimento, relatore, manco a dirlo,  il giovanissimo pidino ligure Brando Benifei, per chiedere agli Stati membri dell’Ue  di violare le norme sul lavoro agli immigrati ed assicurare un lavoro fisso o part time a tutti i profughi che arrivano in Europa.  Quando denunciai la cosa su questo blog, qualche “buontempone” – senza neanche conoscermi – mi accusò di propalare una “bufala”. Chissà, se si è accorto che da allora in poi, solerti amministratori, ossequiosi al diktat spezin-bruxellese,   stanno affidando i cosiddetti “lavori sociali” ai signori venuti dal mare. Ovviamente, a discapito dei senzalavoro nostrani.  Per gli italiani, lo Stato spende mediamente 25 euro al giorno, per gli immigrati – clandestini, profughi o richiedenti asilo che siano – ne assicura ben 35,5 cadauno che nella stragrande maggioranza finiscono nelle tasche dei “gestori” dell’immigrazione. Per vedersi riconosciuta la pensione gli italiani devono aver versato almeno 20 anni di contributi, se si fermano a 19 anni e 6 mesi, perdono il diritto al vitalizio; agli immigrati, invece, viene riconosciuto, dopo soli 5 anni. L’Italia strabocca di sfrattati e senza tetto, famiglie con disabili, costretti a lasciare la propria casa per morosità, perché, a causa della crisi e della sopraggiunta disoccupazione, non sono più in grado di pagare il fitto, ma, chissà perché, nelle graduatorie per l’assegnazione delle case popolari, si ritrovano sempre dietro qualche migrante. E laddove non ci sono abitazioni popolari da assegnare, loro sono costretti all’addiaccio, mentre gli immigrati possono adagiarsi nelle comodità alberghiere a spese dello Stato.  Col Col tempo, con il tacito assenso di amministratori pubblici, locali e centrali, nonché di esponenti della chiesa ed il contributo di dirigenti scolastici e docenti accondiscendenti, crocifisso e presepio, sono diventati ospiti indesiderati ed eliminati dalle scuole, per “non offendere la sensibilità dei nostri ospiti. E guai a quell’italiano che per difendersi e difendere la propria casa e la propria famiglia da un tentativo di rapina da parte di bande di migranti, dovesse ferirne qualcuno, su di lui si aprirebbero le cataratte della giustizia. Molto più benevola, invece, se a soccombere è il padrone di casa. Né il  Def  2017 – che, per come impostato più che di “economia e finanza” sembra il “documento di Elezione e finanza”, finalizzato al referendum – sulla cui scorta verrà poi redatta la legge di stabilità 2017,    nonostante gli obiettivi che si presuppone: convincere gli italiani a dire “si” alla riforma costituzionale, sembra in grado di invertire le cose. Dà i numeri, tutti col segno più, in maniera da segnalare una crescita, magari piatta e quasi nulla, del Pil (+1) ed il miglioramento della finanza pubblica e, quindi, un calo dell’incidenza del deficit sul Pil (2,3); numeri che  Renzi si prepara ad utilizzare per chiedere un’ulteriore deroga  al patto di stabilità.  Per quadrare il cerchio ha bisogno almeno di altri 10miliardi e li cerca richiedendo all’Ue uno  0,4 di deficit aggiuntivo da destinare dell’emergenza terremoto e a quella migranti. Certo si tratta di numeri e previsioni che non trovano alcun riscontro fra gli osservatori esteri e nazionali, ma non è un problema. Intanto, lui sorride e continua a parlare di crescita. Quando realtà e dati reali provvederanno – causa l’insufficienza delle risorse disponibili, per soddisfarle tutte – a smentirlo, indubbiamente, sarà troppo tardi per correre ai ripari, ma lui avrà avuto il tempo per mettere a punto l’ennesima giustificazione per ribaltarne le responsabilità sugli altri.  In pratica, indebita il Paese, per foraggiare i crocieristi del barcone. Di più agli italiani promette investimenti a gogò e mazzette per tutti  (per i pensionati al minimo e quelli disagiati,  a studenti e docenti;  per la Pubblica Amministrazione e per le partite Iva, non iscritte agli ordini professionali).  Ma dimentica di dire che “grazie” al def, tra imposte e tasse, dovranno sopportare ulteriori 14 miliardi di gabelle e la pressione fiscale salirà al 42,8%. E tace anche sul fatto di aver appena firmato il decreto per i Livelli essenziali di assistenza che, per il 2017, prevede l’introduzione del pagamento del ticket per 24 prestazioni, oggi gratuite, tra le quali: la cataratta, l’ernia, il tunnel carpale, il dito a martello.  interventi di artroplastica e artroscopia e l’impianto e la ricostruzione del cristallino. Ne va meglio per il Mezzogiorno. A parte le promesse: gli annunci miracolistici, in suo favore, c’è pochissimo, per non dire, nulla. “Può fare affidamento  sui fondi europei”, ripetono “lorsignori”. Già. Peccato che senza il cofinanziamento nazionale, le risorse comunitarie, non si  muovono da Bruxelles e qualora lo facessero, come pensa Renzi, diventerebbero “sostitutive” anziché   “aggiuntive” . E, quindi, incapaci di produrre sviluppo reale.  Purtroppo, se questa Italia, non è per gli italiani, ancora di meno lo è per i meridionali, sempre sacrificati alla legge del più forte.

Quest’Italia non è per gli italiani e ancor meno per i meridionaliultima modifica: 2016-10-01T21:11:15+02:00da mimdell
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